Sul down di AWS del 28 febbraio

Sul down di AWS del 28 febbraio

Nell’interessante intervista di Gianluigi Torchiani a Massimo Ficagna, Senior Advisor degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, si approfondiscono gli aspetti del down di AWS del 28 febbraio in un’ottica inedita.
In particolare, Ficagna analizza l’impatto e le conseguenze dell’incidente sullo sviluppo futuro del cloud. Secondo il Senior Advisor non bisogna creare allarmismi. Infatti, per riscontrare in casa AWS un altro incidente si deve risalire addirittura al 2012. Inoltre, il 28 febbraio è stata coinvolta solo una singola region sulle 14 servite da AWS. Il tasso di affidabilità di AWS quindi risulta del 99,9%periodo.
Ficagna si concentra, poi, su un aspetto ancora non affrontato dalla stampa: i servizi e siti coinvolti nell’incidente del 28 febbraio non avevano preso le misure adeguate per eventuali failure, non avevano cioè pensato in un’ottica di Business Continuity, salvando i dati ed i server in più zone di disponibilità. In particolare non avevano predisposto una copia dei loro servizi critici.
Aggiungiamo, che la stessa AWS consiglia di replicare i servizi in più regioni per assicurarsi una completa affidabilità.

Per saperne di più leggi: Il down di AWS? Impatti limitati per lo sviluppo del cloud

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