Il Disaster Recovery al Forum PA 2017

Il Disaster Recovery al Forum PA 2017

Il Forum PA 2017 è stata un’edizione da record con i suoi 17.083 partecipanti. La nuvola Fuksas ha ospitato 260 convegni ai quali hanno partecipato 997 relatori, 20 sindaci, tra cui la sindaca di Roma capitale Virginia Raggi, 36 assessori all’innovazione, 5 ministri ( Madia, Fedeli, Costa, Padoan, De Vincenti), 2 presidenti di Regione (Zingaretti e Oliverio) e 9 assessori regionali e inoltre 87 vertici apicali di amministrazioni.

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile contenuti nell’’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile hanno fatto da filo conduttore della manifestazione.

L’innovazione e la digitalizzazione della Pa sono stati trattati come strumenti strategici fondamentali per attuare appunto uno sviluppo sostenibile. La manifestazione ha così voluto porre l’accento sulle ragioni della necessità di una innovazione istituzionale, organizzativa e tecnologica.

Ritornando agli obiettivi esposti nell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile l’Obiettivo n. 9 invita a costruire infrastrutture resilienti inclusive e sostenibili ed è in questa cornice di riferimento che è stato inquadrato durante il Forum PA il tema del Disaster Recovery.

Nel convegno “Disaster Recovery & Business Continuity nella PA . Come garantire la sicurezza dei sistemi informativi e la protezione dei dati della PA con le soluzioni in Cloud” ci si è concentrati sull’esigenza di trovare una strategia comune sul piano nazionale, su quello regionale e territoriale in materia di Disaster Recovery e Business Continuity.

Gli interventi di Giovanni Rellini Lerz, Responsabile Servizio Monitoraggio Attività e Coordinamento, Area pareri, monitoraggio e vigilanza – Agenzia per l’Italia Digitale, Michele Iaselli Funzionario del Ministero della Difesa, Massimiliano D’Angelo Dirigente Area Architetture e TLC, Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi – INPS, Raffaele Visciano, ICT specialist, Dipartimento delle Finanze – Ministero dell’Economia e delle Finanze, si sono mossi proprio in questa direzione.
Ognuno, infatti, attraverso la propria esperienza sul campo, con la propria professionalità ha espresso questa necessità.

Si è sottolineata l’importanza della protezione e della messa in sicurezza di un patrimonio informativo, che nel caso particolare della Pubblica Amministrazione, ha un valore inestimabile perché coinvolge direttamente la vita dei cittadini.

La perdita di dati così come l’interruzione di un servizio pubblico a causa di un evento “catastrofico” possono generare un grave danno economico e sociale al paese. In proposito, la battuta del relatore Massimiliano D’Angelo: “si può anche assicurare un patrimonio ma non si può ripristinare” è in linea con forte esigenza di sicurezza, protezione e continuità operativa.
Le Amministrazioni hanno infatti il dovere e la responsabilità di garantire la continuità del servizio, il recupero dei dati e per farlo devono assicurare continuità del funzionamento sistemi informatici a fronte di disastri di qualsiasi natura.

Dopo l’abolizione dal CAD dell’Art. 50-bis in materia di continuità operativa si è creato un vuoto normativo nella gestione dei sistemi informativi pubblici, colmato in parte dall’Art.51 sulla Sicurezza dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni. Certo, l’Art. 50-bis soppresso presentava nella sua scrittura diverse problematiche. Una fra le maggiori era sicuramente l’applicazione della disposizione a tutte le amministrazioni senza una adeguata differenziazione.
Infatti, l’obbligo di predisporre piani individuali di Disaster Recovery e continuità operativa, basati su studi di fattibilità da sottoporre al parere di AgID era esteso ad ogni singola amministrazione, non tenendo conto della complessità delle soluzioni e delle misure tecniche di continuità operativa e della loro differenziazione a seconda delle diverse dimensione delle organizzazioni. Rendendo così impossibile di fatto rispettarne l’obbligatorietà.

Il convegno ha avuto il valore di condividere esperienze e best practices sul Disaster Recovery e ha raggiunto l’obiettivo che si era prefissato: incentivare una conoscenza comune in questo ambito e valorizzare le buone pratiche messe in atto dalle diverse PA, oltre che mettere in luce la necessità imperativa di attuare delle politiche di salvaguardia dati e di continuità operativa dei servizi.

La sessione ha poi avuto il merito di individuare nella soluzione cloud la scelta più adatta ed efficace per le Pubbliche Amministrazioni. Il cloud è una infrastruttura, non monolitica ma “viva” capace di assicurare continuità operativa con una riduzione drastica dei costi permettendo così alla PA di offrire ai cittadini servizi sicuri, efficienti e disponibili h24.

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