Il Cloud Computing in Italia: le previsioni nel 2016

Il Cloud Computing in Italia: le previsioni nel 2016

Il Cloud Computing in Italia sta aprendo uno scenario incoraggiante. Le previsioni del fenomeno ci dicono che ha iniziato ad espandersi a macchia d’olio, diventando una realtà chiara e consolidata per la Pubblica Amministrazione, sia per il trasferimento dati che per le infrastrutture fondamentali (Cloud Backup e Cloud Platform).

Secondo l’analisi Businesses@Work, condotta da Okta, l’Europa si trova circa due anni e mezzo indietro rispetto agli Stati Uniti in termini di sviluppo completo del potenziale del Cloud Computing, la quale valuta il modo in cui le organizzazioni e le persone lavorano e le applicazioni e i servizi che utilizzano per essere produttivi.

 

Cloud Computing Italia: le previsioni (positive) del 2016

Il Cloud Computing in Italia, secondo le previsioni dell’osservatorio del Politecnico di Milano, indicano che vi è una crescita sull’implementazione delle Infrastrutture Cloud intorno al 18% per un valore assoluto pari a 1,7 miliardi di euro, con un focus maggiore sul Cloud Pubblico del 27% rispetto al 2015 per un valore di 587 milioni di euro.

Le motivazioni che spingono le aziende ad un maggiore utilizzo dei servizi Cloud Pubblici provengono dalla consumerizzazione dell’IT ( è il fenomeno in base al quale l’uso e lo stile delle tecnologie in ambiente lavorativo viene dettata, in sostanza, dall’evoluzione del profilo privato degli individui e dal loro utilizzo delle tecnologie personali) e dallo shadow IT (soluzioni software e hardware di un ambiente enterprise che non sono state implementate o approvate in maniera ufficiale dall’azienda o dal dipartimento IT).
Aumenta il numero di CloudApp in uso all’interno delle PMI o delle Grandi Aziende riguardanti e-mail, vendite e marketing, social media e storage. Emerge, inoltre, dalla ricerca che gli investimenti maggiori dedicata al Public Cloud provengono dalle aziende del nord ovest se confrontato con la relativa spesa IT rispetto alle altre aree geografiche.
L’implementazione invece di “infrastrutture come servizio” (IaaS) in Cloud è stata la prima tipologia rispetto al SaaS o al PaaS a scatenare un effetto catalizzante del fenomeno riguardando al 58% ambienti di produzione, al 61% Sviluppo o Test, il 53% adozione di Soluzioni di Backup e il 40% il Disaster Recovery in Cloud.
Il modello di Community Cloud è preferito nella PA e nella Sanità Pubblica con una quota pari al 9%, dove vengono sviluppati Servizi Verticali direttamente dagli Enti, mentre il ricorso a servizi Public Cloud è concentrato su servizi più standard.

 

Agevolazioni e ostacoli del Cloud Computing per la PA Italiana

I fattori che portano ad investire nelle Soluzioni Cloud Computing per la PA sono legati ad una maggiore produttività connessa alla collaborazione, ad un aumento dell’efficienza dell’infrastruttura attuale, ad una riduzione della complessità gestionale tecnica dei datacenter e infine ad una riduzione dei tempi di adozione di nuovi servizi con maggior efficacia nell’attivazione.
Un sistema di connettività efficiente e standard di sicurezza condivisi sono fattori che possono accelerare l’adozione di Modelli Cloud insieme ad un’offerta adeguata per ogni ente locale, come aCloud che ha diverse varianti a seconda dell’esigenza, e la presenza di investimenti in infrastrutture abilitanti per la PA.
Elementi che possono ostacolare la crescita del Cloud Computing in Italia sono collegati alla difficoltà normative per la costituzione di un’aggregazione e collaborazione tra un ente pubblico e un ente privato, oppure alla mancanza di consapevolezza sui vantaggi che l’aggregazione può portare.

Ecco l’infografica completa sulle previsioni del Cloud Computing in Italia:

Previsioni mercato cloud computing in Italia: scenario, progetti e spese.

Previsioni mercato cloud computing in Italia: scenario, progetti e spese.

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