L’analisi dei big data e le Non Profit

L’analisi dei big data e le Non Profit

L’analisi big data in cloud, oggi per le non profit si dimostra strumento di grande valore che è possibile impiegare in diversi settori. Uno strumento che si rivela necessario sia nell’ azione umanitaria sia in quel che occorre per sostenerla, la raccolta fondi per le Non Profit.

Rendersi conto dei benefici che queste analisi offrono non è così immediato, spesso si crede anche che queste siano appannaggio esclusivo di grandi Organizzazioni capaci di notevoli risorse finanziarie.

Grazie al cloud computing l’elaborazione dei big data si apre al terzo settore offrendo servizi e strumenti innovativi per per assolvere la propria mission, affrontare situazioni di emergenza, per aumentare la propria efficacia.
I big data, proprio per le loro caratteristiche, grandi dimensioni, elevata velocità, e eterogeneità (dovuta anche alla diversa provenienza delle fonti), non possono essere gestiti secondo un approccio tradizionale.
La loro raccolta e analisi richiede un’elaborazione ad alto livello che necessita di una tecnologia innovativa. Il cloud computing grazie alla infinita potenzialità di calcolo offerta e alla possibilità di scalare le risorse computazionali a secondo delle proprie esigenze si dimostra la soluzione più efficace ed economica per assolvere questo compito.

L’analisi dei big data può fare la differenza in situazioni di emergenza

In contesti di emergenza umanitaria, quando si richiede un’azione tempestiva, i dati provenienti da telefoni, social, GPS, immagini, video possono dimostrarsi fondamentali, se analizzati velocemente, per fornire informazioni sul territorio e per potere indirizzare le attività di aiuto.
Si ricordi quanto l’utilizzo dei big data, durante il terremoto di Haiti, si rivelò indispensabile, tanto da riuscire a salvare vite umane. Il caso fece scalpore per la straordinaria sinergia fra privato e pubblico e scienza per la rilevazione delle informazioni. L’analisi dei big data consentì di confrontare i movimenti delle persone prima e dopo il terremoto. La localizzazione geografica rese possibile organizzare per tempo l’assistenza e la necessaria fornitura medica.
Oggi la sempre più diffusa partecipazione all’ emergenza delle persone attraverso i social rende più facile la gestione e la risoluzione della crisi.
La possibilità di analizzare i dati in tempo reale, di utilizzare i contenuti user generated consentita dall’analisi dei big data rende possibile comprendere a pieno e in tempo reale le situazioni e reagire con tempestività.
Grazie a quel che si chiama crowdsourcing, il contribuire diffuso, ogni cittadino può diventare un potenziale sensore che può contribuire alla gestione dell’emergenza attraverso le sue informazioni.

La Sentiment Analysis per raccolta fondi

La Sentiment Analysis è un strumento molto utilizzato per capire quale sia l’opinione pubblica riguardo ad un determinato argomento. E’ impiegata dalla politica come dal marketing per avere un rapporto diretto con i cittadini o con i consumatori. Impiega l’elaborazione del linguaggio e del testo per identificare ed estrarre informazioni soggettive da diverse fonti. La raccolta dei dati avviene spesso da internet e da social media, l’elaborazione richiede l’utilizzo di una strumentazione di analisi dei big data per gestire le diverse fonti e diversi formati dei dati.
Questo tipo di analisi si può dimostrare molto efficace anche nel servizio di Fund raising perchè permette di avere consapevolezza del pensiero delle persone riguardo alle proprie iniziative in tempo reale e di capire la volontà di offrire sostegno.
Nel campo della raccolta fondi infatti è importante ottenere tutte le informazioni possibili riguardo alle proprie attività. Far convergere dati da tutti canali adottati dall’organizzazione dal materiale cartaceo a quello digitale. Questi dati raccolti e analizzati possono fornire indicazioni valide e strategiche per trovare i sostenitori adatti per ogni diverso tipo di iniziativa.

L’uso dell’analisi dei big data un’esclusiva della scienza?

L’analisi dei big data non è un territorio esclusivo delle comunità scientifiche specializzate. Grazie al cloud computing è possibile per il settore non profit approfittare degli incredibili vantaggi per incrementare, coordinare, indirizzare le proprie iniziative in ambito sociali.
AWS provider, leader in soluzioni di cloud computing sensibile alle cause incoraggia le non profit ad utilizzare i propri servizi mettendo a disposizione 2.000 dollari di crediti gratuiti da spendere nel cloud.
Per saperne di puoi partecipare alla 2° tappa a Roma del 1° Roadshow Aws per le Non Profit o richiedere una nostra consulenza.

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